LA VITA E’ UN DONO

Dal Vangelo secondo Luca 2

[1]In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra. [2]Questo primo censimento fu fatto quando era governatore della Siria Quirinio. [3]Andavano tutti a farsi registrare, ciascuno nella sua città. [4]Anche Giuseppe, che era della casa e della famiglia di Davide, dalla città di Nazaret e dalla Galilea salì in Giudea alla città di Davide, chiamata Betlemme, [5]per farsi registrare insieme con Maria sua sposa, che era incinta. [6]Ora, mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto. [7]Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo depose in una mangiatoia, perché non c’era posto per loro nell’alloggio.

Il tema di questa 38° edizione del Presepe Vivente Tematico è: La vita è un dono! Un dono che Dio ci ha dato, ma nel tempo stesso la Vita che è Dio si è incarnato e si è fatto uomo da una donna di nome Maria di Nazareth nella città di Betlemme. Difatti un Angelo annuncia ai pastori: «Non temete, ecco vi annunzio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: 11 oggi vi è nato nella città di Davide un salvatore, che è il Cristo Signore. 12 Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, che giace in una mangiatoia». (Lc 2)  

La vita è un dono preziosissimo, che va custodita e difesa ma anche donata, come dice Papa Francesco: “La vita  non ci è data perché la conserviamo gelosamente per noi stessi, ma ci è data perché la doniamo”. Quindi la “vita” è un dono = donare, ecco perché quest’anno abbiamo scelto due persone che hanno fatto della loro vita un dono e l’hanno anche donata.

Una è Chiara Corbella, la quale consapevole che Dio Padre ci ha donato la vita, ha fatto nascere due bambini uno dopo l’altro pur sapendo che avrebbero vissuto poco tempo.  La prima figlia, Maria Grazia Letizia, le ecografie mostrano però una grave malformazione, muore dopo poco più di mezz’ora.

Il secondo figlio, Davide Giovanni, viene però diagnosticata una grave malformazione viscerale alle pelvi con assenza degli arti inferiori. Anche lui morirà poco dopo essere nato. «Nel matrimonio – scrive Chiara nei suoi appunti – il Signore ha voluto donarci dei figli speciali: Maria Grazia Letizia e Davide Giovanni, ma ci ha chiesto di accompagnarli soltanto fino alla nascita ci ha permesso di abbracciarli, battezzarli e consegnarli nelle mani del Padre in una serenità e una gioia sconvolgente».

La terza gravidanza arriva poco dopo la nascita al Cielo di Davide Giovanni. Una settimana dopo aver scoperto di essere incinta, Chiara si accorge però di una lesione alla lingua. Col fondato sospetto che si tratti di un tumore, il 16 marzo 2011 Chiara affronta durante la gravidanza la prima delle due fasi di un intervento per asportare la massa sulla lingua. Per la seconda fase, occorrerà aspettare che Francesco sia nato. Accertato che si tratta di un carcinoma alla lingua, che chiamerà il drago, Chiara sceglie di rimandare le cure per non far male al bambino che porta in grembo. Anzi, sceglie da che medici farsi seguire in base al tempo che le concedono prima di indurre il parto. Aspetta fin quando le è possibile aspettare, e anche oltre.

«Per la maggior parte dei medici – scrive Chiara – Francesco era solo un feto di sette mesi. E quella che doveva essere salvata ero io. Ma io non avevo nessuna intenzione di mettere a rischio la vita di Francesco per delle statistiche per niente certe che mi volevano dimostrare che dovevo far nascere mio figlio prematuro per potermi operare».

Chiara oltre aver donato, anche solo un piccolo tempo di vita ai due suoi figli, ha anche donato la sua vita affinchè il terzo figlio, Francesco, nascesse sano e salvo. Il 21 settembre 2018 si è aperto il processo di beatificazione di Chiara Corbella.

Il secondo personaggio è Giastin Gravina  affetta da amiotrofia spinale sin dalla nascita con cellule deputate all’innervazione motoria della muscolatura scheletrica. Inoltre, erano affetti da un grosso deficit immunitario, per cui erano costretti a vivere in casa per molti mesi, per evitare di essere attaccati da qualunque piccolo virus. 

Oltre alla voglia di vivere, al sorriso, Giastin ha vissuto con fede autentica e amore la sua vita, come un “dono” e non come una disgrazia, fino alla fine quando è tornata alla casa del Padre Nostro che è nei Cieli, a 16 anni.

Scriverà Giastin in una delle sue ultime preghiera, prima di volare in cielo:

IL CENTRO DELLA MIA VITA
Signore,
il centro della mia vita sei Tu.
Dal primo raggio di sole
che batte sul mio cuscino,
fino all’ultimo respiro di una giornata,
Tu sei con me.
    (prima strofa ma c’è ne sono altre)

Il nostro Augurio per questo Santo Natale 2018 è che possiamo anche noi sull’esempio prima di tutto di Gesù Cristo e dei Santi, di saper donare la vita che ci è stata donata, perché come pregava

San Francesco: E’ donando, che si riceve:
Perdonando che si è perdonati;
Morendo che si risuscita a Vita Eterna.” (Preghiera semplice)

Con affetto fraterno vi auguriamo un Santo Natale.

P. Michele, P. Lorenzo, P. Mario, P.Gabriele

Parrocchia dei Santi Stefano e Giacomo

Associazione “Amici del Presepe Vivente di Potenza Picena”

 

Padre Lorenzo Turchi

Padre Lorenzo Turchi

Padre Michele Ardò

Padre Michele Ardò